Canosa di Puglia, in breve
Canosa di Puglia (IPA: [kaˈnoːza diˈpuʎʎa], Canáusë nel dialetto locale, fino al 1863 chiamata Canosa) è un comune italiano di 27 232 abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia. Aggregata fino al 2004 alla provincia di Bari è collocata sul margine nord-occidentale dell'altopiano delle Murge da cui domina la valle dell'Ofanto e l'estesa pianura del Tavoliere delle Puglie, spaziando dal monte Vulture al Gargano, alla costa adriatica.
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Fondata secondo la leggenda dall'eroe omerico Diomede, decantato nell'Iliade, Canusium è stato tra i più importanti centri indigeni della Daunia prima e dell'Apulia poi. I primi insediamenti autoctoni (composti dai Dauni, ramo settentrionale del popolo degli Iapigi), stabiliti su quella fascia di terra chiamata dagli archeologi Campi Diomedei, risalgono a un'epoca di gran lunga precedente a quella diomedea, e precisamente al Neolitico (6000-3000 a.C.). Le epoche successive vedono il costituirsi dell'abitato arcaico di Toppicelli, sulla piana ofantina, caratterizzato dalla presenza di edifici e tombe aristocratiche ricchissime di corredi, appartenenti al ceto poi definito "principi dauni".
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All'occupazione dei Longobardi seguì una grave crisi: le dimensioni di Canosa si ridussero all'area del foro (ovvero dell'attuale Piazza Vittorio Veneto) e alla zona alta. Nell'VIII secolo i principi longobardi avviarono la costruzione di una nuova cattedrale in un quartiere più centrale rispetto all'ormai periferico Piano di San Giovanni, dove si trovavano la chiesa di Santa Maria e il Battistero di San Giovanni. Nella nuova Cattedrale, dedicata ai Santi Giovanni e Pietro, venne traslato dal complesso di San Pietro il corpo di san Sabino. Un'iscrizione altomedievale, reimpiegata nel pavimento della cripta, ricorda l'episodio: Petrus canusinus archiepiscopus posuit hic corpus beati Sabini. Nell'XI secolo la cattedrale venne ricostruita e ridedicata a san Sabino.
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Canosa è sede di quattro scuole secondarie di secondo grado, un istituto professionale statale per l'agricoltura e per l'ambiente, un istituto professionale statale per il commercio, un istituto tecnico commerciale, un liceo scientifico (con altri indirizzi, tra cui quello classico). Vi sono anche due istituti comprensivi che raggruppano scuole dell'infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado. ===== Museo civico archeologico ===== Il Museo civico archeologico fu istituito nel 1934 e collocato nel settecentesco palazzo Casieri. Ospita circa 2000 reperti archeologici provenienti da scavi in Canosa e in tombe del V-III secolo a.C.
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La tradizione gastronomica canosina è fortemente legata a quella contadina e mediterranea. Uno dei prodotti più caratteristici è la farina di grano arso (in dialetto "gréne iarse"): una farina di umili origini, dal caratteristico colore scuro, ottenuta dal grano recuperato dalle stoppie bruciate dopo la mietitura. Questo recupero, effettuato da chi non poteva permettersi la farina "normale", era consentito dai proprietari terrieri, che consentivano la successiva spigolatura. I prodotti più originali e conosciuti, ottenuti miscelando in parti uguali farina bianca e farina di grano arso, sono gli strascinati (in dialetto strascenéte), un particolare tipo di orecchiette, e il pane a prosciutto (in dialetto ppéne a prusutte), un pane scuro variegato di bianco.
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L'economia canosina è prevalentemente legata all'agricoltura e al settore primario, senza trascurare l'allevamento. Le risorse storiche, archeologiche e turistiche agevolano l'afflusso di visitatori; la posizione centrale della città rispetto al territorio circostante, invece, ha contribuito a far sorgere imprese soprattutto nei settori tessili e alimentari. Antica "arte", sempre presente, è quella dell'artigianato. La posizione geografica pone il territorio canosino tra le Murge e il Tavoliere delle Puglie, a pochi chilometri dall'invaso del Lago Locone.
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Canosa sorge a qualche chilometro dalla sponda destra del fiume Ofanto, a circa 20 chilometri dal Mare Adriatico, su un territorio pianeggiante, anticamera dell'altopiano delle Murge (tra i 105 e i 140 m s.l.m.). Il terreno argilloso, ricco di calcareniti nel sottosuolo, ha consentito la costruzione sotterranea di svariate grotte artificiali, il riadattamento di altre preesistenti (utilizzate nel XIX secolo come cantine), nonché la creazione di ipogei, presenti sia al di sotto del centro abitato sia nelle periferie. Il materiale calcarenitico (tufo) ricavato dalle escavazioni ha permesso, e tuttora permette, la costruzione di edifici in superficie.
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