Trinitapoli, in breve
Trinitapoli (u' Casòl nel dialetto locale e ufficialmente nota come Casaltrinità fino al 1863) è un comune italiano di 13 564 abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia. Situato nella valle dell'Ofanto, fa parte dei comuni che rientrano nella zona del Basso Tavoliere della Capitanata pugliese.
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Nel X secolo a.C. alcuni gruppi di Liburni, popolazioni illiriche dell’area dalmata, attraversando l’Adriatico, approdarono sulle coste italiche. All’arrivo di queste genti si deve la nascita di diversi abitati fra i quali, nella Daunia, Salapia. Ubicata su una piccola penisola della laguna circostante, Salapia fu una florida città-stato, con un governo locale, una fiorente economia, una propria moneta; e della sua autonomia politica non ne fu privata anche quando i Romani la occuparono. Durante il III secolo a.C., dopo la battaglia di Canne, i Salapini si allearono con Annibale, ma dopo sei anni di presenza cartaginese, aprirono le porte al console Marcello e seppero ben difendersi dal tentativo delle guarnigioni cartaginesi di riappropriarsi della città.
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Di stampo neoclassico, ha una facciata di marmo bianco e si affaccia su piazza Umberto I (più nota come piazza Municipio). Elevata a chiesa collegiata da papa Leone XIII con la bolla Sanctae Romanae Ecclesiae del 15 gennaio 1896, la chiesa dedicata al protomartire santo Stefano custodisce entro uno scrigno moderno una storia ben più antica. L'unica parrocchia del Casale aveva come originaria sede la chiesa di San Giuseppe, ma l'incremento demografico e il fervente sentimento religioso ben presto resero necessaria l'edificazione di una chiesa più ampia. Negli anni sessanta del XVIII secolo si provvide, con il sostegno dei cittadini e dell'Università, ad innalzare il nuovo edificio. Aperto al culto nel 1767, accolse al suo interno la confraternita del SS.
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Il Museo Civico Archeologico degli Ipogei occupa la sede dell'ex fondazione ospedaliera Di Biase, risalente alla seconda metà del XIX secolo, gestita dalle suore di Carità di San Vincenzo de' Paoli. L'intero immobile, con ambienti distribuiti su due piani, fornito di giardino e ampi terreni, nonché munito di chiesa, fu acquisito nel 1899 dal Comune di Trinitapoli per farne un contenitore culturale. Il Museo Civico conserva importanti testimonianze archeologiche costituite da vasi, reperti dell'industria litica, metalli, oggetti di ambra e avorio provenienti da un territorio che restituisce segni preziosi della presenza umana dalla Preistoria al Medioevo attestando una complessa rete di rapporti anche con il mondo orientale.
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